Non è impossibile

im-possibileInsegnare, così come imparare, dovrebbe essere un piacere. Quanto sarebbe migliore il mondo se i nostri ragazzi non avessero paura di rischiare, non avessero paura di pensare, se avessero un paladino? Ogni ragazzo merita di avere un paladino, un adulto che non lo abbandonerà mai, che comprende la forza del loro legame e insiste affinchè diventi la migliore persona possibile. È duro, questo lavoro? Ci potete scommettere. Oddio, ci potete scommettere. Ma non è impossibile. Possiamo farcela. Siamo docenti. Siamo nati per fare la differenza. (Rita Pierson)

Questa educatrice, con più di quarant’anni di esperienza nell’insegnamento, è morta pochi mesi dopo aver pronunciato questo messaggio ma le sue parole sono vive, vibranti.

 E mi ricordano perchè ho scelto di fare l’insegnante.

Se anche tu sei un insegnante, o sei un genitore o ti prendi cura ogni giorno di un bambino o di un adolescente… sei consapevole che puoi fare la differenza nella sua vita?

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10 pensieri su “Non è impossibile

  1. Grazie anche per questa bella riflessione! Ogni studente conserva in sé un universo fragile e delicato che il docente deve, per imperativo morale, valorizzare e fortificare. È determinante la sincerità d’intenti, in modo vicendevole fra maestro ed allievo, perché il rapporto quotidiano in classe risulti effettivamente utile nella vita. Grazie!

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    1. Grazie anche a te per il tuo utile commento! Sei arrivato nella mia scuola da un mese e mezzo soltanto e già ti ho visto all’opera. Sei giovane e vedo in te il dono, i valori e le visioni che fanno parte della vita di un bravo insegnante. Ti auguro di mantenere sempre accesa la fiammella dell’entusiasmo, della passione e della grinta!

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    1. Anche su questo argomento la Parola ci dà consigli utili e preziosi (ammaestrare significa educare, rendere esperto in qualcosa ma anche ammonire), fanciullo (bisogna iniziare molto presto) e ci indica che c’è una via da seguire. Grazie, Orlando.

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  2. Buonasera Letizia. La mia esperienza di mamma mi aiuta anche nel mio lavoro. Hanno bisogno di essere seguiti. A volte con un gesto d’affetto,altre volte con un rimprovero …ma sempre con tanto, tanto bene.

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  3. Bg…ho sempre pensato che un/a alunno/a a volte si comporta …come una cassaforte, apparentemente inviolabile, ma…non è inespugnabile…la difficoltà è capire la sua combinazione giusta. Ciao a tutti

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    1. Mi piace molto la tua metafora della cassaforte. Hai proprio ragione: il nostro compito, difficile e delicato, consiste nel trovare la combinazione giusta, l’unica che ci permette l’accesso al pianeta affascinante, spesso incomprensibile, degli adolescenti.

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  4. CiaoLetizia!Ho insegnato per 39 anni! Nella mia carriera di educatrice ho accarezzato i bimbi con le mani dei loro genitori,ho asciugato le loro lacrime con i loro cuori li ho educati con la loro intelligenza!Genitori ed io sulla stessa nave: quella dell’amore!

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