Dobbiamo temere i robot?

robot

Questa settimana in 3 A Elettronica stiamo studiando i vari aspetti dell’automazione: vantaggi, svantaggi, prospettive future. L’argomento è molto interessante e, soprattutto, attuale ma fa sorgere anche alcune domande, prima fra tutte: i robot faranno perdere posti di lavoro?

Io espongo il mio punto di vista e rispondo: dipende.

Dipende dall’uso che ne facciamo (come avviene per qualsiasi altro oggetto). Senza dubbio sono molto utili e non potranno mai sostituire l’uomo ma lo affiancheranno in quei compiti che richiedono precisione e velocità o nei lavori rischiosi e ripetitivi. Ma sarà sempre l’uomo ad avere il controllo su di loro. È vero che alcuni lavori non ci saranno più ma  si prospettano nuove opportunità e nuovi posti per i nostri giovani.

Ci sono molte mansioni che i robot non potranno mai svolgere ed è proprio su queste che dobbiamo puntare. Ai nostri ragazzi, a scuola, vanno insegnate (e potenziate) le peculiarità che appartengono solo a noi umani: l’arte, la musica, lo sport, i valori, la fiducia, la collaborazione, la condivisione, l’empatia, la creatività.

I robot non hanno emozioni e io credo che non riusciranno mai a provarne. Non hanno un cuore che batte più forte quando ascolta una canzone, nè occhi che diventano lucidi quando vedono un tramonto. Non hanno ricordi nè immaginazione, non riescono a prevedere le conseguenze delle loro azioni nè a ipotizzare scenari futuri. Stanno sempre da soli perché non sanno socializzare. Non sanno cos’è la motivazione: noi facciamo determinate cose perché le vogliamo fare, loro eseguono i comandi dell’uomo.

I robot fanno meglio di noi tante cose ma in tantissime altre noi umani siamo unici e insostituibili. Secondo me, quindi, i robot potrebbero rappresentare una minaccia se non ci preoccupiamo di sviluppare continuamente le nostre doti. L’intelligenza artificiale serve per rendere migliore la nostra vita (abbiamo più tempo a nostra disposizione, per esempio)  ma perché ciò avvenga bisogna usare l’intelligenza umana. Ci serve per sapere quali sono i rischi da evitare, come migliorare le macchine per renderle più efficienti, come perfezionarle in modo che possano assisterci sempre meglio, a casa e al lavoro. Devono diventare degli alleati, non dei nemici.

Dimenticavo un altro dono che i robot, se potessero, ci invidierebbero: la saggezza. Chiediamo a Dio, quindi, quello che concesse al re Salomone: “un cuore saggio e intelligente” (I Re 3: 11-12).

E il cuore, teniamolo presente, i robot non ce l’hanno.

 

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8 pensieri su “Dobbiamo temere i robot?

  1. Ciao Letizia. La lavatrice, la televisione e tutte le macchine che ci aiutano nella vita quotidiana fino ad arrivare a tutti i robot o attrezzature che si usano in medicina o nelle industrie sono utilissime ….ringraziamo gli inventori che ci hanno reso la vita più semplice e facile. Non dobbiamo avere paura dei robot perché loro non hanno il cuore e nemmeno l’anima.

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  2. È vero, non serve temere i robot ma dobbiamo temere di diventare noi stessi dei robot agendo secondo “abitudini e tradizioni”oppure perché così fan tutti oppure perché questo è il pensiero dei molti. In ogni cosa siamo tentati a tifare per la squadra o per la scelta che sembra andare per la maggiore. Mi piace la scelta di Salomone. Pochi sanno che il suo nome significa “pacifico “e molti ancora meno sanno che Dio lo chiamò “jedidiah” che significa “amato da Dio”. Quanto amore 💕 ha Dio, tanto da darci il suo nome affinché non dimentichiamo quanto ci ama. Che meravigliosa storia d’amore. Quando Salomone inizia a regnare comprende che senza il suo Dio avrebbe fallito come re 👑. allora fa una cosa inusuale e strana: egli amava Dio e offrì mille olocausti (possiamo chiamarle suppliche accorate, preghiere) al Signore. Ecco perché Dio gli apparve in sogno e gli disse: chiedi cosa vuoi che IO ti dia. Salomone prima lo ringrazia per aver avuto benevolenza nel dargli il regno e poi ammette che senza Dio egli non saprebbe come governare e chiede di ricevere da Dio un ❤️ intelligente per amministrare la giustizia è il giudizio per il popolo di Dio. Non chiese soldi o oro o potere o lunga vita ma di sapere distinguere il bene dal male per fare la volontà di Dio. Dio ne fu compiaciuto e concesse questo e quello. Infatti il suo regno fu il più grande e il più ricco e prospero di sempre in Israele. Vogliamo fare lo stesso e chiedere a Dio di avere un ❤️Intelligente per governare la nostra vita, la famiglia, gli affari, gli affetti e il nostro rapporto con Dio. Preghiamo anche per i nostri politici perché Dio conceda loro un ❤️ molto ma molto intelligente. Scusa se sono stato un po’ lungo.

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  3. Caro Antonio, in questo blog non ci sono limiti di spazio per i commenti, tranne il fatto che non devono contenere volgarità, turpiloquio o calunnie. Hai detto bene: chiediamo un cuore intelligente, dopo verranno tutte le altre cose.

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  4. Salve a tutti…non temo i robot…ma colui che decide di programmarli in modo da andare contro l’umanità…
    I robot hanno compiti e funzioni precise…sono lavoratori indefessi e puntuali…
    Ma necessitano dell’uomo che deve idearli, progettarli, realizzarli…ed infine programmarli…qui potrebbero cominciare i problemi. In sintesi, il robot sarà a servizio dell’uomo oppure sarà programmato per asservire l’uomo….????
    La domanda sta in questi termini e forse non è del tutto irreale. Arroganza ed avidità dell’uomo di potere ci hanno insegnato nella storia che non si può stare tranquilli…prima o poi a qualcuno la tentazione potrebbe venire…

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  5. Buona sera, Letizia. I robot che ho in casa mi aiutano e rendono la vita più facile. La robotica sta entrando silenziosamente nella nostra quotidianità! Oggi esistono anche gli animali robot che si possono addirittura ammaestrare. Mi piace che la scienza faccia questi bellissimi progressi ma io i robot non li temo perché è l’uomo che li comanda! Non amano, non si emozionano, non collaborano perché non hanno cuore. Solo l’uomo… creato a “immagine e somiglianza di Dio”, ama!

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